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Tomba di Giulietta

In un ex convento datato XIII secolo si trova la tomba di Giulietta, la protagonista del dramma shakespeariano probabilmente più noto al mondo. Nell’orto, nascosto al pubblico, giaceva da secoli un antico sarcofago di marmo rosso privo del coperchio, probabilmente risalente all’età romana: nel 1937 il Comune di Verona decise di aprirlo al pubblico come la tomba di Giulietta. Per raggiungere il luogo della tomba di Giulietta da Piazza Bra, ci si dirige verso Palazzo Barbieri, si costeggiano le antiche mura comunali fino all’incrocio con via del Pontiere e qui si svolta a destra, dove si trova l’ex convento di San Francesco al Corso, che ospita anche il Museo degli Affreschi dedicato a Giovanni Battista Cavalcaselle, storico e critico d'arte dell'Ottocento.

Nel giardino interno si scendono i pochi gradini per la cripta, dove si aprono due piccole sale, con la tomba di Giulietta sulla destra. Il sarcofago rosso, negli anni, è stato riempito da tantissime lettere d’amore, con la speranza che magari Giulietta potesse aiutare qualche sentimento non corrisposto o semplicemente ascoltare le pene del cuore di chi scriveva.

Ma come si è fatto a identificare l’ex convento di San Francesco al Corso come il luogo in cui Giulietta si suicidò?
Il complesso fu costruito nel 1230 sul luogo dove, si narra, avrebbe soggiornato San Francesco d’Assisi di passaggio a Verona nel 1220. A fine 1200 era ancora l’unico monastero francescano fuori le mura: Romeo, bandito dalla città per aver ucciso Tebaldo in duello, non avrebbe potuto entrare nella cinta della città, e frate Lorenzo, che aiutò i due amanti a fuggire, apparteneva all’ordine francescano.
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